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Una
rivista, quali che siano i suoi contenuti o la sua veste grafica, deve sempre
tenere conto, per migliorare sia gli uni sia l’altra, delle osservazioni e
dei consigli di chi l’acquista e la legge. Nulla, infatti, viene editato solo
per mera soddisfazione della “bella stampa”, bensì nella più logica
convinzione di servire da veicolo di conoscenze e di idee. Ed
è a questi principi etico editoriali che “Magikomondo” si è attenuta,
compiendo quel processo innovativo, da più parti sollecitato, utile a una
pubblicazione come la nostra, per poter divenire completa. Al magismo, all’
esoterismo, all’astrologia e a quant’altro si attiene ai fenomeni
dell’occulto, che pure rimangono la trave portante del mensile, abbiamo
pensato di introdurre il teologismo, come studio misterico delle antiche e
moderne religioni e l’archeologismo, disciplina quest’ultima che va ben oltre
alla semplice trattazione arstistico “architettonica” per inserirsi in una
più esauriente analisi strorico- scientifica e mitologica di tutti quei
popoli che nei millenni trascorsi sono stati all’origine della cultura
contemporanea, sia europea che asiatica. Dal
tempo della campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte, e dalle conseguenti
scoperte compiute dalla sua èquipe d’esperti la civiltà egizia è uscita dai
santuari degli eruditi appassionando strati sempre più vasti di popolazione,
dando vita a quel fenomeno che va sotto il nomen vulgaris di “Egittomania”.
Purtroppo, per fornire al pubblico, colto e incolto, sempre nuove notizie, nuove
sensazioni ed emozioni, si è finito con lo scrivere e filmare di tutto,
ingannando coscientemente tutti coloro che non avevano i mezzi, né le
conoscenze necessarie per separare il grano dalla zizzania. Perché chiarezza fosse fatta, fra
tante menzogne ci voleva uno studioso come Michele D’Arcangelo, giornalista,
egittologo di fama mondiale, profondo conoscitore del geroglifico e poeta,
che con il suo romanzo sulla vita di Ankhenaton, il primo moteista della
storia, ha contribuito a farci conoscere quale fosse il vero Kemet “Egitto”,
non esisteva schiavitù e i lavoratori coatti non erano altro che condannati
per crimini comuni; la donna poteva dare il proprio nome ai figli, avere
prole senza essere sposata, poteva svolgere funzioni sacrali e diventare persino
Faraone; la sanità e la distribuzione dei medicinali era gratuita per tutti e
se qualche medico si faceva pagare sottobanco, una volta scoperto, veniva
severamente punito: taglio del naso e delle orecchie e mandato a lavorare
nelle miniere d’oro della Nabibia. L’elenco
potrebbe continuare per pagine e pagine, ma è bene che siano i nostri lettori
a scoprirlo leggendo il romanzo che Magikomondo pubblicherà a puntate per
gentile concessione dell’Editrice che lo pubblicherà come volume,
conservandone tutti i diritti editoriali. Vuoi
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